The Vehicle - Vialogando
Vialogando è un progetto editoriale che vuole raccontare incontri, luoghi e volti on the road. Mossi dall’intima esigenza di vivere e condividere il mondo del nostro tempo in tutte le sue sfumature, partiremo dall’Europa alla volta della Siberia
mongol rally 2018, mongol rally team
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The Team – The Vehicle

L’auto che ci guiderà in questa pazza avventura è una Suzuki Santana SJ del 1989, 970 di cilindrata e 45 cavalli. Ma per gli amici, è semplicemente “Pulce”! Acquistata per pochi denari nel 1996, ha alle spalle una storia molto intensa.

 

“Alcuni dei miei ricordi più belli di quand’ero bambino sono legati a Pulce, quando partivamo per le vacanze in montagna con tutta la famiglia. Ogni viaggio era un’avventura, che si uscisse fuori a pranzo o ci si perdesse nei boschi. Io e mia sorella amavamo stare in piedi sui posti di dietro e appoggiarci al roll-bar, con i capelli al vento e le note di Bruce Springsteen.” (Giacomo)

 

La Suzukina era una sorte di mascotte: piccola, leggera, dal passo scorbutico e il profilo rassicurante, si arrampicava dappertutto. Da qui il nomignolo Pulce. E vennero anche gli anni di gloria: numerose furono le sue partecipazioni al G.F.I. Alpe Adria off road, uno storico raduno di fuoristrada che da 33 anni viene organizzato a Gradisca d’Isonzo, al quale partecipano centinaia di vetture e si percorrono le piste più selvagge del Friuli. Fino a quel tragico incidente.

“Ricordo che avevo 17 anni. Mi ero appena trasferito da Venezia in Friuli e avevo invitato qualche vecchio amico a passare qualche giorno d’estate a casa. Prendemmo Pulce per divertirci tra i campi, eravamo ragazzi. Ad un certo punto salii sulla moto da cross, e per qualche minuto persi di vista i miei amici. Non arrivavano più e iniziai a preoccuparmi. Li ritrovai poco dopo, zoppicanti tra gli alberi e l’erba alta: Pulce era capovolta su se stessa, completamente distrutta. Fortunatamente erano tutti illesi, e un contadino ci aiutò a rimettere in piedi la macchina. Chi l’avrebbe poi detto a mio padre?” (Giacomo)

Da allora fu lentamente risistemata nel corso degli anni, grazie a pazienti ricerche dei pezzi e sacrifici che solamente un grande amore ha reso possibili. Raramente ha poi visto la strada, limitandosi a qualche giretto nei campi; i bambini erano cresciuti e lei era invecchiata.
Ma sotto il cofano c’è ancora un cuore giovane e rombante. Quando si è affacciato il progetto del Mongol Rally abbiamo capito che poteva essere la sua grande occasione per tornare in pista e arrampicarsi per nuove, incredibili avventure. Come una Pulce.

 

“Devo ammetterlo, quello con Pulce non è stato un amore a prima vista. La prima volta che mi sono imbattuto nei suoi fari tondi ho provato un certo senso di nostalgia, come quando si scorrono foto ingiallite di un mondo che non c’è più. Salito con fare scettico al posto di guida, ho iniziato a ricredermi quando ho sfiorato il suo volante nerboruto.
Poi ho infilato la chiave, schiacciato con forza il pedale e finalmente ho compreso. Dietro a quel ruggito c’era una storia appassionante e, davanti a noi, c’è una strada ancora tutta da vivere!” (Matteo)