Our Route - Vialogando
Vialogando è un progetto editoriale che vuole raccontare incontri, luoghi e volti on the road. Mossi dall’intima esigenza di vivere e condividere il mondo del nostro tempo in tutte le sue sfumature, partiremo dall’Europa alla volta della Siberia
mongol rally 2018, mongol rally team
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The Project – Our Route

L’incontro tra oriente e occidente sarà il leitmotiv del nostro viaggio. Forse una chimera, un’idea sfuggente che cavalca la storia fino ai nostri giorni, per disperdersi lungo una via che attraversa frontiere e nuovi muri, ma anche luoghi d’incontro e riconciliazione.

 

Partiremo da Savona e, passando per GenovaMilano, raggiungeremo Venezia, da sempre fautrice di un intimo rapporto con l’Oriente, come testimoniato dalla storia del suo viaggiatore forse più illustre, Marco Polo; che, proprio dalle carceri genovesi, ci consegnò il libro che lo avrebbe eletto nel firmamento dei viaggiatori.

Saluteremo il Friuli-Venezia Giulia, una delle prime terre di confine che ci lasceremo alle spalle, per attraversare l’Austria e raggiungere Praga. È nel cuore della mittel europa, dove ci riuniremo agli altri equipaggi partecipanti al Mongol rally, che partirà una folle avventura verso l’ignoto. Il nostro percorso ci vedrà passare per Vienna, rimembrando il ricordo dell’assedio ottomano del 1683, come il primo eco di un mondo lontano che si avvicina. Lungo il Danubio via Bratislava per Budapest, simbolo di un’Europa ferita, e non arricchita, dalla contaminazione culturale.

 

Entrati in Romania percorreremo la Transfalgarasan, che da queste parti reputano la strada più bella del mondo. Nemmeno il tempo di goderci i sinuosi tornanti che, lasciatoci alle spalle Bucarest, entreremo in Bulgaria, inerpicandoci lungo le viuzze in salita della pittoresca Veliko Tarnovo. L’arrivo a Istanbul segnerà il primo vero crocevia tra Oriente ed Occidente.

 

Dopo aver percorso le sponde del Mar Nero, giungeremo in Georgia; terra di leggende, dove giunsero gli argonauti in cerca del vello d’oro e dove Prometeo fu incatenato al monte Kazbegi per aver rubato il fuoco agli dei.  Dal Caucaso scenderemo in Armenia, culla dimenticata della cristianità e patria del rinomato brandy Ararat.

Il confine con l’Iran segna anche il passaggio di testimone tra cristianesimo e Islam. Ci accoglierà con il sorriso sincero e ospitale di un popolo colto e orgoglioso, che ha forgiato la storia con l’impero persiano. Sosteremo a Takht-i-Suleiman, il più sacro santuario dello zoroatrismo, e nella città santa di Mashhad, ovviamente senza dimenticarci di passare dalla meravigliosamente caotica Teheran. E poi il Turkmenistan, il deserto, la Porta dell’Inferno. L’Uzbekistan, dove visiteremo città il cui solo nome evoca commerci e mercanti lungo la via della seta, quali Khiva e Buchara, e Samarcanda, la città di Tamerlano, ultimo baluardo prima delle vette del Tagikistan. La M41, meglio conosciuta come Pamir Hightsway, è la seconda strada internazionale più alta al mondo, sospesi ad oltre quattromila metri di altitudine tra villaggi di pastori e ghiacciai. Costeggeremo il Panj river lungo la frontiera con l’Afghanistan, adentrandoci lungo il corridoio del Wakan, poi di nuovo verso nord. Kirghizistan, passando per e il lago Issyk Kul, e Kazakistan, da dove, dopo un veloce transito in Russia nella regione degli Altai, entreremo finalmente in Mongolia. Tra paesaggi sconfinati e scanzonati, cammelli e nomadi, aquile e yurte sperdute, arriveremo a Ulan Bator con l’ultimo, sospirato slancio ad Ulan Ude, nella Siberia russa. Ci immaginiamo un materasso e una bottiglia di vodka, con gli occhi stanchi e le braccia protese a brindare all’avventura più bella, quando ripenseremo a quest’eterno incontro tra oriente e occidente che, a differenza del traguardo del Mongol Rally, non si fa mai raggiungere ma sempre inseguire, come un dolce miraggio.